L’herpes labiale: la febbre sulle labbra
L’herpes labiale è causato dal virus herpes simplex di tipo 1, che dopo la prima infezione resta nell’organismo e si riattiva periodicamente. Un episodio dura in genere 7-10 giorni e guarisce da solo senza lasciare cicatrice. La differenza la fa il tempismo: intervenire nelle prime ore, al formicolio, accorcia il decorso; iniziare a vescicola formata cambia poco.
Perché viene e perché torna sempre
La prima infezione avviene quasi sempre nell’infanzia, per contatto con la saliva o con una lesione attiva, e di solito passa inosservata.
Il virus però non viene eliminato: risale lungo le fibre nervose e resta in latenza nel ganglio del trigemino. Periodicamente, in presenza di un fattore favorente, si riattiva e ripercorre lo stesso nervo fino alla cute.
È questa la ragione per cui l’herpes torna sempre nello stesso punto: il virus viaggia lungo la stessa via nervosa e riemerge nel territorio cutaneo che quel nervo innerva.
I fattori che favoriscono la riattivazione sono noti: febbre e infezioni (da cui il nome popolare di febbre sulle labbra), stress fisico o emotivo, ciclo mestruale, esposizione solare intensa, traumi o interventi sul labbro, stanchezza marcata, condizioni di immunosoppressione.
Le fasi: dal formicolio alla guarigione
L’episodio segue una sequenza costante, e conoscerla serve a capire in che momento si è e cosa ha senso fare.
| Fase | Cosa si vede | Durata | Cosa fare ora | Contagiosità |
|---|---|---|---|---|
| prodromo | nulla di visibile: formicolio, prurito, tensione, bruciore | 6-24 ore | è la finestra utile: iniziare subito il trattamento antivirale | già presente |
| eritema e papule | arrossamento e piccoli rilievi | circa 1 giorno | proseguire il trattamento, non toccare | alta |
| vescicole | bollicine raggruppate a grappolo, con liquido chiaro | 2-3 giorni | non romperle, lavarsi le mani dopo ogni contatto | massima |
| ulcera e crosta | le vescicole si rompono, si forma la crosta | 3-4 giorni | non staccare la crosta, mantenere la zona pulita | presente |
| guarigione | la crosta cade, la pelle si rimargina | 2-3 giorni | idratare il labbro, proteggerlo dal sole | cessa con la caduta della crosta |
Agire al primo formicolio: perché il tempismo cambia tutto
Gli antivirali usati per l’herpes agiscono in un modo preciso: bloccano la replicazione del virus. Ne segue una conseguenza che spiega tutto il resto: funzionano finché il virus si sta replicando, cioè nelle prime ore dell’episodio.
Quando la vescicola è già formata la replicazione si è in gran parte esaurita e il danno è avvenuto: iniziare allora riduce poco la durata. È il motivo per cui molti concludono che gli antivirali non servano, quando li hanno usati fuori tempo.
La conseguenza pratica riguarda soprattutto chi ha recidive frequenti: conviene tenere il trattamento già a disposizione, così da poterlo iniziare appena si avverte il formicolio, invece di andare in farmacia il giorno dopo, quando la finestra utile si è chiusa. Nelle forme molto ricorrenti il medico può valutare una terapia sistemica da assumere all’esordio dei sintomi.
Nel frattempo aiutano gli impacchi freddi e il non toccare la lesione, soprattutto il non rompere le vescicole.
Per la scelta del principio attivo e le modalità d’uso il riferimento è il medico o il farmacista: non esistono indicazioni valide per tutti.
Quando è contagioso e come si trasmette
Il contagio avviene per contatto diretto con la lesione o con la saliva: baci, condivisione di bicchieri, posate, asciugamani, rossetti, sigarette.
La contagiosità è massima nella fase vescicolare, quando il liquido contiene una grande quantità di virus, ma è già presente durante il prodromo, cioè prima che si veda qualcosa, e persiste fino alla caduta della crosta.
Le regole pratiche: non condividere oggetti che vanno alla bocca né asciugamani, lavarsi le mani dopo ogni contatto con la lesione, evitare i baci e non maneggiare le lenti a contatto con le mani non lavate, per non portare il virus all’occhio.
Herpes labiale, neonati e persone fragili
Nell’adulto sano l’herpes labiale è un disturbo fastidioso e senza conseguenze. Nel neonato no: il sistema immunitario nelle prime settimane di vita è immaturo e l’infezione da herpes simplex può assumere un decorso grave.
La regola vale per chiunque abbia un episodio attivo, genitori compresi: non baciare il neonato e lavarsi le mani prima di toccarlo, per tutta la durata dell’episodio e non solo quando si vedono le vescicole. Una mascherina chirurgica durante l’accudimento riduce ulteriormente il rischio.
L’allattamento può proseguire normalmente, a condizione che non ci siano lesioni sul seno.
Lo stesso principio di precauzione vale per le persone immunodepresse e per chi ha una dermatite atopica in fase attiva: su una pelle con barriera compromessa il virus può diffondersi ampiamente, dando un quadro chiamato eczema herpeticum, che richiede una valutazione medica immediata.
Cosa non serve (e cosa può peggiorare)
Alcuni rimedi molto diffusi non hanno efficacia dimostrata e possono fare danni. Il dentifricio è il più popolare: contiene tensioattivi e abrasivi che irritano una cute già lesa e ne ritardano la riparazione. Lo stesso vale per alcol e aglio.
Rompere le vescicole non accelera nulla: espone al rischio di infezione batterica sovrapposta e favorisce l’autoinoculazione, cioè il trasporto del virus su altre zone, occhi compresi.
I cerotti occlusivi hanno un ruolo reale, ma diverso da quello che ci si aspetta: proteggono la lesione, la mantengono in un ambiente umido e riducono il rischio di toccarla. Non sono antivirali e non accorciano il decorso.
Quando rivolgersi al medico
- più di cinque o sei episodi all’anno: esiste una profilassi da valutare con il medico
- lesioni che non guariscono entro due settimane
- herpes che interessa l’occhio o la zona attorno all’occhio: è un’urgenza, per il rischio di cheratite
- febbre alta, malessere marcato o lesioni molto estese, in particolare al primo episodio
- persone immunodepresse o in terapia immunosoppressiva
- herpes in gravidanza, soprattutto vicino al termine
Il riferimento per le forme ricorrenti è il dermatologo a Rho. L’herpes genitale è una condizione diversa, sostenuta in genere da un altro tipo di virus, e ha un percorso dedicato.
Per approfondire: la scheda sull’herpes labiale di ISSalute e i Manuali MSD.
Domande frequenti sull’herpes labiale
Come far passare velocemente l’herpes labiale?
Iniziando il trattamento antivirale al primo formicolio, prima che compaiano le vescicole: è in quella finestra che il farmaco agisce sulla replicazione del virus. Applicato a vescicola formata riduce poco la durata. Nel frattempo aiutano impacchi freddi e il non toccare la lesione.
Perché viene l’herpes labiale?
Perché il virus herpes simplex, contratto in genere nell’infanzia, resta latente nel ganglio del trigemino e si riattiva periodicamente. I fattori favorenti sono febbre, stress, ciclo mestruale, sole intenso, traumi del labbro, stanchezza e condizioni che riducono le difese immunitarie.
Quanto dura l’herpes labiale?
Un episodio completo dura in media 7-10 giorni, dal formicolio iniziale alla caduta della crosta, e guarisce senza lasciare cicatrice. Un trattamento iniziato nelle prime ore può accorciare il decorso di un paio di giorni; lesioni che superano le due settimane vanno valutate.
L’herpes labiale è contagioso?
Sì, per contatto diretto con la lesione o con la saliva. La contagiosità è massima nella fase delle vescicole, ma è presente già durante il formicolio iniziale e persiste fino a quando la crosta non è caduta. In quel periodo meglio non condividere bicchieri, posate e asciugamani.
Si può baciare un neonato con l’herpes labiale?
No. Nelle prime settimane di vita il sistema immunitario è immaturo e l’infezione da herpes simplex può avere un decorso grave. Chi ha un episodio in corso, dal formicolio alla caduta della crosta, evita i baci e si lava le mani prima di toccare il bambino.
Perché l’herpes labiale torna sempre nello stesso punto?
Perché il virus resta latente in un ganglio nervoso preciso e, quando si riattiva, percorre sempre la stessa fibra nervosa fino alla cute. Riemerge quindi nel territorio innervato da quel nervo, che è sempre lo stesso: di solito lo stesso angolo del labbro.
Farsi valutare a Rho
La sede di Rho è in Corso Europa, angolo via Salvatore di Giacomo, all’interno del centro Esselunga; è aperta nei giorni feriali dalle 07:30 alle 19:30 e il sabato dalle 07:30 alle 13:30. Per informazioni: 02 89701701.