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L’eczema: infiammazione della pelle e rimedi

Eczema non è il nome di una singola malattia, ma di una famiglia di infiammazioni della pelle che si somigliano nell’aspetto e differiscono nelle cause. Capire di quale tipo si tratta è ciò che determina la cura, perché un eczema da contatto e uno da stasi non si affrontano allo stesso modo. Una cosa vale per tutti: non è contagioso.

Che cos’è l’eczema e come si riconosce

Al di là del tipo, tutti gli eczemi attraversano le stesse fasi. Nella fase acuta la pelle è arrossata, gonfia, con vescicole che possono rompersi e lasciare trasudare liquido. Nella fase subacuta il trasudato si asciuga e si formano croste e squame. Nella fase cronica, se l’infiammazione si protrae, la pelle si ispessisce, diventa ruvida e il disegno cutaneo si accentua: è la lichenificazione, conseguenza del grattamento ripetuto.

Il sintomo dominante, in ogni fase, è il prurito.

Due distinzioni aiutano a non confondersi. L’orticaria produce pomfi che si spostano e scompaiono entro 24 ore senza lasciare traccia, mentre l’eczema resta nella stessa sede per giorni e desquama. La psoriasi forma placche a bordi netti coperte da squame spesse e argentee, tipicamente su gomiti, ginocchia e cuoio capelluto, mentre i bordi dell’eczema sono sfumati.

I tipi di eczema

Eczema da contatto, irritativo e allergico

È il tipo più frequente e si divide in due forme diverse per meccanismo. Quello irritativo è un danno diretto della barriera cutanea da parte di una sostanza: detergenti, solventi, disinfettanti, o semplicemente acqua e lavaggi ripetuti. Colpisce chiunque, purché l’esposizione sia sufficiente, e compare dove la sostanza ha agito.

Quello allergico riguarda invece solo chi si è sensibilizzato a un allergene: nichel, profumi, conservanti dei cosmetici, gomma, coloranti. La differenza pratica sta nei tempi: la reazione allergica compare 24-72 ore dopo il contatto, quindi il colpevole raramente è quello che si sospetta. L’esame che identifica l’allergene è il patch test.

Eczema disidrosico

Si manifesta con vescicole profonde, dure al tatto, su palmi, lati delle dita e piante dei piedi, con prurito intenso. Ha un andamento ricorrente, spesso a episodi, e tende a peggiorare nei periodi di stress e con il caldo. Dopo la fase vescicolare la pelle desquama e può screpolarsi.

Eczema nummulare

Prende il nome dalla forma: chiazze rotonde, a moneta, ben delimitate, di qualche centimetro, tipicamente su gambe, braccia e dorso delle mani. È associato alla pelle secca e si accentua nei mesi freddi, quando il riscaldamento e le docce calde peggiorano la disidratazione cutanea.

Eczema da stasi

Interessa le caviglie e il terzo inferiore delle gambe di chi ha un’insufficienza venosa: la pelle è arrossata, bruna, talvolta indurita, con edema che peggiora in serata. È il tipo che viene più spesso scambiato per una micosi o per un’infezione, e trattato di conseguenza in modo sbagliato: qui il punto non è solo la pelle, ma la circolazione venosa che la mantiene infiammata.

Eczema seborroico

Colpisce le zone ricche di ghiandole sebacee — cuoio capelluto, pieghe del naso, sopracciglia, orecchie — con squame untuose e giallastre su fondo arrossato. Ha una pagina dedicata: eczema seborroico.

Eczema atopico

È la forma cronica su base costituzionale, legata a un difetto della barriera cutanea e a una predisposizione allergica familiare. Esordisce in genere nell’infanzia, alterna fasi di quiete e riacutizzazioni e si localizza soprattutto alle pieghe di gomiti e ginocchia. Cause, trattamento e gestione sono trattati nella pagina dedicata alla dermatite atopica.

TipoDove compareAspettoCosa lo scatena
da contatto irritativomani, avambracci, sedi di contattoarrossamento, screpolature, brucioredetergenti, solventi, acqua, lavaggi ripetuti
da contatto allergicosede del contatto, anche a distanzachiazze pruriginose a 24-72 orenichel, profumi, conservanti, gomma
disidrosicopalmi, lati delle dita, piantevescicole profonde, prurito intensostress, calore, sudorazione
nummularegambe, braccia, dorso delle manichiazze rotonde a monetapelle secca, stagione fredda
da stasicaviglie, gamberossore bruno, edema, indurimentoinsufficienza venosa
seborroicocuoio capelluto, viso, orecchiesquame untuose giallastrezone seborroiche, Malassezia
atopicopieghe di gomiti e ginocchia, visochiazze croniche recidivantipredisposizione e barriera alterata

Eczema per sede: mani, piedi, viso, gambe

La sede restringe molto il campo delle ipotesi.

Mani: quasi sempre da contatto, irritativo o allergico, oppure disidrosico. È l’eczema delle professioni che lavorano con acqua, detergenti o guanti.

Piedi: disidrosico, o da contatto con materiali e colle delle calzature. Va distinto dal piede d’atleta, che parte fra le dita, desquama ai bordi e in genere interessa un piede solo, mentre l’eczema tende a essere simmetrico.

Viso e dietro le orecchie: prevalgono la forma seborroica e quella da contatto da cosmetici, tinture o prodotti per capelli.

Gambe e caviglie: eczema da stasi se c’è insufficienza venosa, nummulare se le chiazze sono rotonde e la pelle è secca.

Un eczema che non guarisce: quando serve approfondire

Un eczema trattato correttamente dovrebbe migliorare in alcune settimane. Se non succede, la domanda non è quale crema usare ancora, ma perché non risponde.

Le spiegazioni più frequenti sono tre. L’allergene è ancora presente e non è stato identificato: è il caso in cui il patch test diventa utile. C’è una infezione sovrapposta, suggerita da croste giallastre color miele, essudato, dolore o febbre. Oppure la diagnosi va rivista, perché quella lesione non è un eczema: psoriasi, micosi e altre condizioni possono somigliargli.

C’è poi una situazione che merita una regola a sé. Un eczema del capezzolo che interessa un solo lato e non guarisce con la terapia va sempre fatto vedere. Un eczema bilaterale, tipico per esempio dell’allattamento o della frizione da abbigliamento sportivo, è un quadro comune e diverso. Quello monolaterale e persistente richiede invece una valutazione specialistica, perché la malattia di Paget del capezzolo si presenta esattamente così: non è la spiegazione più probabile, ma è quella che non conviene escludere da soli.

Va nominata infine una complicanza rara ma urgente, l’eczema herpeticum: quando il virus dell’herpes infetta una pelle già eczematosa, compaiono in poche ore numerose vescicole tutte uguali, dolore e febbre. È un quadro che richiede una valutazione medica immediata.

Come si cura l’eczema

Il primo trattamento non è una crema: è identificare e rimuovere la causa, quando è possibile. Su un eczema da contatto che continua a incontrare il suo allergene nessuna terapia tiene.

Gli emollienti sono la base di ogni trattamento, anche quando la pelle sembra guarita: servono a ricostruire la barriera e a ridurre le recidive.

I corticosteroidi topici spengono l’infiammazione nelle fasi acute e si usano a cicli brevi, su indicazione medica: l’uso prolungato e autogestito assottiglia la pelle e crea dipendenza dal trattamento. Sul viso e nelle pieghe, dove la cute è più sottile, si preferiscono spesso gli inibitori della calcineurina. Gli antistaminici aiutano poco sul prurito dell’eczema, che non è mediato dall’istamina come quello dell’orticaria, e possono servire soprattutto la sera per favorire il sonno. Nei casi severi esistono terapie sistemiche, prescritte in ambito specialistico.

I rimedi naturali proposti per l’eczema non hanno dimostrato efficacia, e alcune sostanze vegetali sono a loro volta allergizzanti. Le diete di eliminazione non hanno indicazione generale nell’eczema e non vanno intraprese da soli.

Come prevenire le recidive

  • detergenti delicati, senza tensioattivi aggressivi, e docce tiepide e brevi
  • emolliente applicato sulla pelle ancora umida, entro pochi minuti dalla doccia
  • guanti (meglio in cotone sotto quelli in gomma) per i lavori domestici, nell’eczema delle mani
  • evitare in modo sistematico l’allergene identificato, leggendo le etichette dei prodotti
  • umidificare gli ambienti nei mesi di riscaldamento acceso
  • unghie corte, per limitare i danni del grattamento notturno

Quando rivolgersi al dermatologo

  • eczema esteso o che non migliora in due-tre settimane
  • segni di sovrainfezione: croste giallastre, essudato, dolore, febbre
  • prurito che impedisce di dormire
  • eczema del capezzolo che interessa un solo lato
  • sospetto di allergia da contatto da identificare con il patch test
  • comparsa improvvisa di numerose vescicole dolorose su pelle eczematosa

Il riferimento è il dermatologo a Rho; quando il sospetto è una sensibilizzazione da contatto, il percorso prosegue con l’allergologo.

Per approfondire: la scheda sull’eczema di ISSalute e i Manuali MSD.

Domande frequenti sull’eczema

Come si cura l’eczema?

Si parte dall’eliminazione della causa, quando è identificabile. Gli emollienti sono la base costante; nelle fasi acute il medico può prescrivere corticosteroidi topici a cicli brevi o, su viso e pieghe, inibitori della calcineurina. Nei casi severi esistono terapie sistemiche specialistiche.

A cosa è dovuto l’eczema?

Dipende dal tipo. Può derivare dal contatto con sostanze irritanti o allergizzanti, da una predisposizione costituzionale con barriera cutanea alterata, dall’insufficienza venosa nelle gambe o dalla pelle secca. In tutti i casi il meccanismo comune è un’infiammazione della cute.

Come riconoscere l’eczema?

Le chiazze sono arrossate, pruriginose, a bordi sfumati, e restano nella stessa sede per giorni. Nella fase acuta compaiono vescicole e trasudato, poi croste e squame; se l’infiammazione dura, la pelle si ispessisce. Il prurito è il sintomo costante.

L’eczema è contagioso?

No, nessuna forma di eczema si trasmette da persona a persona. Può diventare contagiosa una complicanza infettiva sovrapposta, come nel caso dell’eczema herpeticum, ma l’eczema in sé non si prende e non si passa con il contatto.

Che differenza c’è fra eczema e psoriasi?

La psoriasi forma placche a bordi netti con squame spesse e argentee, tipicamente su gomiti, ginocchia e cuoio capelluto, e prude meno. L’eczema ha bordi sfumati, squame più sottili, spesso vescicole, e il prurito è il sintomo dominante.

Quanto dura un eczema?

Un eczema acuto da contatto si risolve in una-tre settimane se la causa viene rimossa e il trattamento è corretto. Le forme croniche, come l’atopica, alternano fasi di quiete e riacutizzazioni per anni. Un eczema che non migliora in tre settimane va rivalutato.

Farsi valutare a Rho

Il Santagostino di Rho si trova all’interno dell’Esselunga di Corso Europa, all’angolo con via Salvatore di Giacomo. Riceve dal lunedì al venerdì dalle 07:30 alle 19:30 e il sabato dalle 07:30 alle 13:30; il telefono è 02 89701701.