Melanoma: la regola ABCDE per riconoscerlo
Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle. Individuato presto, ha una prognosi molto diversa da quella di un melanoma avanzato: per questo esiste uno strumento di autovalutazione, la regola ABCDE. Ha però un limite, che conviene conoscere subito: alcune forme non la rispettano.
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Che cos’è il melanoma
Il melanoma nasce dai melanociti, le cellule che producono melanina. È solo uno dei tumori cutanei: gli altri due più frequenti, il basalioma e il carcinoma squamocellulare, crescono lentamente e restano quasi sempre localizzati.
Il melanoma è meno frequente di entrambi ma è il più aggressivo, perché ha una capacità di diffondersi che gli altri due non hanno: è questa sproporzione fra frequenza e gravità a giustificare l’attenzione che gli si dedica.
Un punto che sorprende molti: il melanoma non nasce necessariamente da un neo preesistente. Nella maggior parte dei casi compare su pelle apparentemente sana, dove prima non c’era nulla. Sorvegliare solo i nei che si hanno da sempre, quindi, non basta.
La regola ABCDE: i cinque criteri per riconoscerlo
La regola ABCDE è un promemoria di cinque caratteristiche da osservare su una macchia pigmentata. Non serve a fare una diagnosi: serve a decidere se una lesione va mostrata a un medico.
A come Asimmetria
Dividendo idealmente la lesione in due, un neo comune ha metà sovrapponibili, un melanoma spesso no. Una metà più estesa, più scura o di forma diversa dall’altra è un elemento di sospetto.
B come Bordi
Il neo comune ha un contorno regolare, che si stacca nettamente dalla pelle circostante. Da segnalare sono i bordi frastagliati, a carta geografica, sfumati o interrotti.
C come Colore
Un neo comune ha un colore uniforme, in genere un’unica tonalità di marrone. Fa sospettare la disomogeneità: più tonalità nella stessa lesione, aree nere accanto ad aree chiare, sfumature rossastre, bluastre o zone che hanno perso pigmento.
D come Dimensioni
Il riferimento classico è il diametro di 6 millimetri. È il criterio meno affidabile dei cinque, perché un melanoma può essere più piccolo e un neo benigno più grande: conta più l’aumento nel tempo del valore assoluto.
E come Evoluzione
È il criterio più importante. Un neo che cambia (forma, colore, spessore, superficie, dimensione) nell’arco di settimane o mesi conta molto più di un neo che è sempre stato di aspetto insolito e non si è mai modificato. La stabilità nel tempo rassicura, il cambiamento no.
| Criterio | Neo comune | Lesione da far valutare |
|---|---|---|
| Asimmetria | le due metà si somigliano | una metà diversa dall’altra per forma o colore |
| Bordi | regolari e netti | frastagliati, sfumati, irregolari |
| Colore | uniforme, una sola tonalità | più colori nella stessa lesione, aree nere o schiarite |
| Dimensioni | stabili nel tempo | in aumento, spesso oltre i 6 mm |
| Evoluzione | immutato da anni | cambiato in settimane o mesi |
| Sintomi | nessuno | prurito, sanguinamento, crosta che non guarisce |
La regola ABCDE è uno strumento di sospetto, non di diagnosi: nessuna descrizione permette di escludere un melanoma guardando una lesione. Solo il dermatologo può farlo.
Quando la regola ABCDE non basta
I cinque criteri funzionano bene sulla forma più comune di melanoma, ma alcune varianti li superano indenni. È un limite che va conosciuto, perché applicare la regola e tranquillizzarsi può voler dire tenersi in mano un falso negativo.
Il melanoma nodulare è il caso più insidioso: cresce rapidamente in verticale, si presenta come un rilievo spesso simmetrico, a bordi netti e di colore uniforme. Fallisce contemporaneamente la A, la B e la C. È anche la forma più aggressiva, proprio perché avanza in profondità fin dall’inizio.
Il melanoma amelanotico non produce pigmento: appare rosa, rossastro o color pelle. Chi cerca una macchia scura non lo riconosce, e viene facilmente scambiato per un angioma, una cicatrice o una lesione infiammatoria che non guarisce.
Il melanoma acrale lentigginoso compare in sedi che non si guardano quasi mai: palmi delle mani, piante dei piedi, sotto le unghie. La sua forma subungueale si manifesta come una banda scura longitudinale che attraversa l’unghia; il segno che preoccupa è quando la banda si allarga, non cresce con l’unghia o il pigmento sconfina sulla pelle attorno (segno di Hutchinson). Una macchia scura sotto un’unghia che non sia riconducibile a un trauma va sempre mostrata.
A questi tre casi si aggiunge il criterio del brutto anatroccolo: i nei di una stessa persona tendono a somigliarsi, e la lesione che si distingue da tutte le altre merita attenzione anche se, presa da sola, rispetta la regola ABCDE.
Cosa può sembrare un melanoma e non lo è
La confusione più frequente è con le cheratosi seborroiche, lesioni benigne che compaiono con l’età: hanno una superficie ruvida, quasi verrucosa, e l’aspetto caratteristico di qualcosa di appiccicato sopra la pelle anziché nato da essa. Possono essere molto scure e spaventare.
Si confondono spesso con un melanoma anche i nei displastici (atipici, con bordi meno regolari e colore disomogeneo: benigni, ma da monitorare), gli angiomi e le lentigo solari, le macchie piatte e marroni che il sole lascia su viso, décolleté e dorso delle mani. Il quadro completo è nella pagina dedicata alle macchie sulla pelle.
Va chiarito anche un equivoco di parole che circola molto: non esiste un melanoma benigno. Il melanoma è per definizione maligno. Chi usa quell’espressione intende un neo benigno, ed è esattamente la distinzione che il dermatologo verifica con la dermatoscopia.
Chi è più a rischio
Il rischio non è uguale per tutti e si accumula nel corso della vita. I fattori che pesano di più sono:
- fototipo chiaro: pelle che si scotta facilmente e si abbronza poco, capelli biondi o rossi, occhi chiari
- numero elevato di nei, indicativamente oltre i cinquanta
- presenza di nei atipici o displastici
- scottature solari, in particolare quelle avvenute nell’infanzia e nell’adolescenza
- familiarità per melanoma
- uso di lampade e lettini abbronzanti
- immunosoppressione, per malattia o per terapia
Le scottature del passato contano quanto l’esposizione attuale, perché il danno solare si somma negli anni. Chi rientra in una o più di queste categorie ha indicazione a un controllo periodico, anche senza lesioni sospette.
Cosa succede durante un controllo dei nei
La visita dermatologica a Rho per il controllo dei nei prevede l’esame di tutta la superficie cutanea, comprese le sedi che il paziente non vede: cuoio capelluto, schiena, pieghe, piante dei piedi, unghie.
Le lesioni che meritano attenzione vengono osservate con il dermatoscopio, uno strumento ottico illuminato che mostra strutture non visibili a occhio nudo. L’esame in epiluminescenza è non invasivo e indolore: lo strumento si appoggia sulla pelle, non la incide.
Quando i nei sono numerosi o atipici si ricorre alla mappatura: le immagini vengono archiviate e confrontate nei controlli successivi. Il valore sta proprio nel confronto nel tempo, che rende oggettivo il criterio dell’evoluzione, a memoria inaffidabile.
Se una lesione resta sospetta, l’unico modo per avere una diagnosi certa è l’asportazione con esame istologico: nessuna tecnica di immagine, da sola, sostituisce l’analisi del tessuto. La frequenza dei controlli non è uguale per tutti e viene stabilita dallo specialista in base al profilo di rischio individuale.
Per sapere quali prestazioni dermatologiche sono disponibili nella sede di Rho e con quali modalità, consulta il sito principale Santagostino o contatta direttamente la sede.
Quando rivolgersi subito al dermatologo
Ci sono situazioni che non conviene rimandare al prossimo controllo programmato:
- un neo che cambia forma, colore o spessore nell’arco di poche settimane
- una lesione che sanguina, prude, fa male o si ulcera
- una crosta che si riforma sempre nello stesso punto e non guarisce
- una macchia pigmentata nuova comparsa dopo i 40 anni
- una banda scura sotto un’unghia non riconducibile a un trauma
- il neo che si distingue da tutti gli altri, il brutto anatroccolo
Nessuno di questi segnali significa melanoma: significano da far vedere. La maggior parte si rivelerà benigna, ed è proprio per questo che il controllo conviene farlo presto anziché aspettare.
Per approfondire: la scheda sul melanoma di EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità e la guida al melanoma cutaneo di AIRC.
Domande frequenti sul melanoma
Come si riconosce un melanoma?
Si osservano cinque caratteristiche, riassunte nella regola ABCDE: asimmetria, bordi irregolari, colore disomogeneo, dimensioni in aumento ed evoluzione nel tempo. L’ultimo criterio è il più importante. La regola serve a sospettare una lesione e a farla valutare, non a diagnosticarla: la conferma spetta al dermatologo.
Quali sono i primi sintomi del melanoma?
All’inizio il melanoma non dà sintomi: è un segno visivo, non una sensazione. Il primo indizio è quasi sempre il cambiamento di una macchia pigmentata o la comparsa di una lesione nuova. Prurito, sanguinamento o ulcerazione compaiono più tardi e vanno mostrati subito.
Quanto cresce un melanoma in un mese?
Non esiste una velocità valida per tutti: dipende dalla forma. Le varianti superficiali possono restare stabili per mesi, mentre il melanoma nodulare cresce rapidamente in profondità. Per questo conta il cambiamento osservato, qualunque sia la sua entità, più della misura in sé.
Ogni quanto fare la mappatura dei nei?
La frequenza non è uguale per tutti: viene stabilita dal dermatologo in base al numero di nei, alla presenza di lesioni atipiche, al fototipo, alla familiarità e alle scottature pregresse. Chi ha un rischio elevato esegue controlli più ravvicinati, chi ha un rischio basso più distanziati.
Il melanoma prude?
Può prudere, ma non è la regola e il prurito non è un criterio diagnostico: molte lesioni benigne prudono e molti melanomi no. Un prurito persistente localizzato su un neo che sta anche cambiando aspetto è però un motivo valido per farlo valutare.
Un melanoma può comparire dove non c’era un neo?
Sì, ed è la situazione più frequente: nella maggior parte dei casi il melanoma nasce su pelle sana e non da un neo preesistente. Sorvegliare solo i nei che si hanno da sempre non basta: va osservata anche la comparsa di lesioni nuove.
Prenotare un controllo dei nei a Rho
Il Centro Medico Santagostino di Rho si trova in Corso Europa, all’angolo con via Salvatore di Giacomo, all’interno del centro Esselunga. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 07:30 alle 19:30 e il sabato dalle 07:30 alle 13:30; la domenica è chiuso. Per informazioni e prenotazioni il numero è 02 89701701.